Mi hanno detto che © (monologo 4tu)

Mi hanno detto devo imparare a ridere a essere felice a farmi da mangiare e a dormire..il tutto con moderazione..senza esagerare, senza far rumore perché se sveglio la mia coscienza quella mi verrà a cercare e son cazzi…Mi hanno detto che ognuno di noi ha quello che da…ok ..vuol dire che avanzo qualcosa senza sapere cos’è ma sò che è li fuori da qualche parte e andrò a prendermela prima o poi….Mi hanno detto che le botte di culo servono si, ma anche le botte e basta vanno prese e incassate perché a farti crescere ragazzo son quelle che ricevi non quelle che dai e i lividi vanno colorati per non dimenticarli mai…e bisogna allenarsi a cadere perché solo così ci si potrà rialzare e mi raccomando senza farsi aiutare perché è da soli che ce la dobbiam fare perché mica gli altri ti stanno ad aspettare..E resteremo immobili sotto la tempesta ma col sole in fronte correremo sempre più veloci, più veloci come un’onda che travolge quel che tocca e poco importa se mai impareremo a volare del resto cosa ce ne frega del cielo è qui, proprio qui che vogliamo stare….Ieri giovani, domani uomini..ma oggi in cerca perenne di un brivido che tutto possa cambiare, che valga una stagione o al limite di un manuale di distruzione perché una vita intera è troppo luna e un secondo, quello giusto, ci può bastare…o al limite datemi gli occhi di un bambino che il mondo sa ancora guardare..che il mondo sa ancora ascoltare….Forse sono un pazzo ma ho soltanto capito che anche se non ho vinto almeno non ho mai mollato, non ho solamente partecipato..e adesso a te che mi dirai non sei nessuno ricordati che io un nome ce l’ho e saprò sempre chi sono..e se amare è un reato tu condannami pure perché è il mio unico peccato…Eh già..perchè mi hanno anche detto che amare è un reato e da allora lo giuro…lo giuro..non mi sono più svegliato…
4tu © (monologo tratto dal mio libro una notte a frugare nelle mie tasche)

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Questa voce è stata pubblicata in 4tu 30 anni e più di adolescenza selvaggia, libro una notte a frugare nelle mie tasche, monologo scusami se vorrei p.s, Senza categoria. Contrassegna il permalink.

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